::: PROROGATA FINO AL 2 MARZO 2025 :::
EXEMPLA MORALIA. “Arazzi” siciliani ricamati del XVII secolo
Inaugurazione mercoledì 18 dicembre ore 18, Villa Zito
La mostra Exempla Moralia. “Arazzi” siciliani ricamati del XVII secolo propone opere di straordinaria attrattiva, poco conosciute o del tutto inedite, realizzate in Sicilia nel Seicento dalla prolifica e ricercata maestranza dei ricamatori. L’allestimento espositivo presenta una selezione di manufatti che attesta la maestria e l’originalità compositiva di questi capolavori realizzati con l’uso sapiente e paziente dell’ago.
Opere di maggior spicco sono due parati murali di altissima qualità, esposti sino al secolo scorso nei saloni di palazzo Mazzarino, e successivamente acquisiti in collezione privata durante un’asta tenutasi nel 1964. Si tratta di cortinaggi ricamati, superbi prodotti dell’arte serica siciliana, dalle ampie dimensioni, caratterizzati da simbolici motivi decorativi ed elementi figurati che rappresentano episodi mitologici, tratti dalle Metamorfosi di Ovidio. Tra la fitta decorazione in filati auro-serici spiccano personaggi le cui gesta sono modelli ora di virtù ora di vizio. Tra le quattordici scene proposte scopriamo, ad esempio, Narciso, che incarna l’amore di sé e l’incapacità di relazionarsi; Atteone, punito per essere andato oltre i limiti della conoscenza; Icaro, che precipita per troppa ambizione; Aiace, modello di costanza negli impegni e della perseveranza. L’interpretazione degli inserti figurati restituisce la temperie culturale della metafora, in linea con le composizioni letterarie dell’epoca, autorizzando a considerare tali “arazzi” ricamati come figli del loro tempo, del tutto integrati nella poetica barocca del concettismo.
Offerti alla pubblica fruizione a sessant’anni dalla loro dismissione dal nobile palazzo di via Maqueda, specifiche ricerche documentarie hanno fatto riemergere dall’oblio le identità del ricamatore, Andrea Bolognese, dell’ideatore dei moduli d’ornato e delle iconografie, il pittore-architetto Gerardo Astorino, e del committente, Giovanna Flavia Branciforti e Lanza, vedova di Giovanni Branciforti e Barresi, alla quale si deve nel 1627 la stipula del contratto, registrata agli atti del notaio Nunzio Panitteri.
Tra le altre opere selezionate che attestano la perizia tecnica e l’originalità compositiva dei ricamatori siciliani, la cui maestria era riconosciuta in ambiti internazionali, si inseriscono nel circuito espositivo il grande drappo ricamato raffigurante Coriolano che respinge la richiesta di pace del Museo Civico Baldassarre Romano di Termini Imerese realizzato su cartoni del pittore Vincenzo La Barbera, il paliotto in corallo proveniente dal Tesoro della Cattedrale di Palermo, le cortine a decori fitomorfi e floreali di villa Niscemi, oggi sede di rappresentanza del Comune di Palermo, le raffinate composizioni in ago pittura della fondazione Giuseppe Whitaker di villa Malfitano e i suggestivi paliotti con paesaggi del Museo Diocesano di Monreale.