La Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali presenta il volume "La partecipazione alla gestione del patrimonio culturale" a cura di Alessandra Ferrighi ed Elena Pelosi (2024, Luca Sossella editore)
Giovedì 5 giugno 2025, ore 17.30
Il volume raccoglie i contributi di numerosi esperti e i risultati di una ricerca promossa dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, che ha mappato 255 casi di gestione dal basso del patrimonio culturale in Italia e ha evidenziato che grazie alle comunità e ai loro interventi, il 78% dei beni da esse gestiti sono tornati a essere luoghi fruiti dal pubblico.
L’appuntamento, in collaborazione con Fondazione Sicilia, è l’occasione per condividere gli esiti di un progetto di ricerca con cui la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali ha studiato le organizzazioni – formali e informali – di cittadini e di professionisti che, ispirate dai principi della Convenzione di Faro*, partecipano alla gestione del patrimonio culturale nel contesto nazionale.
Dalla ricerca è emerso che grazie alle comunità e ai loro interventi, il 78% dei beni da esse gestiti sono tornati a essere luoghi fruiti dal pubblico: prima della presa in carico da parte delle comunità, quasi la totalità dei beni, indipendentemente dal titolo di proprietà, era totalmente o parzialmente inaccessibile, perché chiusi, abbandonati o perché necessitanti di interventi di recupero.
L’intervento delle comunità ha saputo trasformare i luoghi del patrimonio da chiusi ad aperti, da inaccessibili ad accessibili, da spazi abbandonati a spazi di aggregazione. Tra i dati emersi e raccolti: il 60% dei beni presi in gestione è di proprietà pubblica; mentre i principali strumenti messi in atto sono i patti di collaborazione per il 23%, le concessioni per il 19% e il comodato d’uso per il 12%.
L’appuntamento di Palermo si inserisce nel programma di presentazioni del volume, che diventano occasioni per un nuovo confronto a più voci sui grandi temi connessi alla gestione partecipata del patrimonio culturale – forme e strumenti di partecipazione, sostenibilità economica e ambientale, processi di innovazione, competenze e formazione, pratiche di comunità – con un affondo sul territorio che ospita l’incontro.